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2009-02-10 Lettera da Taza (Etiopia) |
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Maria Rosa Bolzoni, missionaria in Etiopia, delle Ancelle dei Poveri ci scrive manifestando uno sfogo che dà la dimensione e la misura giusta del dramma che tanti paesi stanno vivendo ormai da decenni e che passa attraverso la visione e la sensibilità di uomini e donne che stanno dedicando la loro esistenza agli ultimi della terra dal momento che hanno scommesso tutta la loro vita sulla Parola del Vangelo e della Croce. La lettera e le cinque foto del bambino, trovato vicino alla missione, non hanno bisogno di troppi commenti.REHABILITATION CENTRE For DISABLED CHILDRENCatholic Church Taza - Durame, P. O. Box 96 – EthiopiaTaza 10/02/2009Carissimo P. Claudio, mi auguro che in Italia tutto vada bene, almeno secondo le umane cose, le celesti le scopriremo in seno al Padre. Le scrivo perché ho i cuore pesante ed ho bisogno di parlare, di sfogarmi, parlando della situazione che si sta creando nella nostra regione; non voglio niente di più (parlando di situazione finanziaria) la vostra generosità già supplisce a molto, solo l’occasione di parlare e chiarirmi un po’ le idee. Abbiamo cominciato la mensa dei poveri, continuiamo a pagare le rette scolastiche per un bel numero di studenti del college, manteniamo 21 babies (bambini non ancora svezzati) orfani di mamma, insomma riusciamo a portare avanti le attività socio-caritative che ci caratterizzano ma, i prezzi dei beni di prima necessità sono raddoppiati in un anno; c’è una qualche ragione internazionale che giustifichi questi abnormi rincari? Noi qui risentiamo solo di riflesso delle grandi crisi internazionali e io non so fare analisi di mercato internazionale, ma vedere crescere il numero di chi soffre la fame o constatare che il numero dei babies abbandonati aumenta sempre più, fa male al cuore. Le voglio raccontare l’ultimo caso di abbandono che risale a domenica 25 gennaio 2009. Alle cinque del mattino, le nostre guardie notturne sono venute a bussare alle nostre finestre parlando di un sacchetto di plastica lasciato davanti al cancello: ci siamo alzate, in due, e abbiamo trovato un neonato, avvolto in stracci ancora sporco di sangue, ma bello e sano; avvoltolo in una coperta e mossogli vicino una guardia abbiamo chiamato la polizia e, dopo il loro rapporto, abbiamo potuto prenderci cura del piccolo. La mamma ha cercato di salvarlo, altri casi invece… La carenza di cereali ed il conseguente rincaro di prezzi deve pur sempre avere una ragione: UNICEF, FAO, ONU non possono fare niente? Se la situazione è frutto di speculazioni i politici non possono intervenire? Affamare tanta gente per sete di guadagno è davvero frutto di un cuore di pietra. Preghiamo, diamoci una mano, chi più può più si impegni nel bene, parlo a livelli internazionali. Lo so che per gli esseri umani è difficile accontentarsi del necessario o poco di più ma vedere certe situazioni fa male al cuore; ho letto che la crisi che noi viviamo è vissuta anche in altri paesi. Abbia pazienza Padre, avevo bisogno di sfogarmi, per adesso un grazie sincero e un arrivederci in autunno, sempre che così voglia il Padrone di casa. Bolzoni Maria RosaP.S. Se ritiene utile e opportuno può far leggere queste righe agli studenti che ho incontrato l’anno scorso.
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